Ponte probatorio

Al di là di ogni argomento, Gesù è davvero risorto dai morti?

Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: lo Shemà, il linguaggio della Torah contro le immagini e sull’unità divina e il testo-prova specifico.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

La Torah non può fungere da registrazione video di una tomba del primo secolo. Può stabilire una cosa diversa: se un miracolo rivendicato, anche qualora fosse concesso, autorizzi una nuova teologia o provi la messianicità.

  • Stato storico: il cristianesimo afferma che Gesù sia risorto dai morti. La Torah non verifica autonomamente questo evento successivo.
  • Regola della Torah: segni e prodigi non costituiscono la prova definitiva dell’autorità religiosa.
  • Inferenza cristiana: la risurrezione convalida Gesù come Messia, salvatore divino e autorità dell’alleanza.
  • Verdetto che dà priorità alla Torah: tali conclusioni non derivano automaticamente dall’affermazione del miracolo.

La domanda che resta aperta

Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: le rivendicazioni di autorità dei Vangeli sottoposte alla giurisdizione stabile della Torah?

Perché questo libro è il passo successivo

Court Case Jesus: A Torah-Jurisdiction Audit of Gospel Authority Claims esamina precisamente le rivendicazioni di autorità dei Vangeli sottoposte alla giurisdizione stabile della Torah, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «Court Case Jesus: A Torah-Jurisdiction Audit of Gospel Authority Claims»