Ponte probatorio
La certezza privata può provare la verità religiosa quando persone appartenenti a religioni contraddittorie si sentono ugualmente certe?
Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: la lode del Tanakh per sapienza, conoscenza, esame e rivelazione pubblica.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Persone appartenenti a religioni reciprocamente contraddittorie possono riferire certezza, pace spirituale o testimonianza interiore di uguale intensità. Tali esperienze possono essere sincere, ma non possono tutte verificare proposizioni incompatibili. Servono ancora prove esterne.
- Verificato: persone possono sostenere credenze religiose reciprocamente contraddittorie con profonda sincerità.
- Conseguenza logica: la sola certezza privata non può verificare tutte queste credenze.
- Possibile: l’esperienza interiore può contribuire a un più ampio quadro probatorio.
- Richiesto per decidere: criteri esterni al sentimento stesso.
- Non sostenuto: «Mi sento certo, quindi la mia dottrina è vera.»
La domanda che resta aperta
Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: un metodo per esaminare le affermazioni religiose mediante testo, contesto, alleanza, esito profetico e onere della prova?
Perché questo libro è il passo successivo
The Frans Hansen Seven Gate Torah Verification System: A Torah-based procedure for testing any religious claim by text, context, covenant, prophetic outcome, and burden of proof. esamina precisamente un metodo per esaminare le affermazioni religiose mediante testo, contesto, alleanza, esito profetico e onere della prova, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «The Frans Hansen Seven Gate Torah Verification System: A Torah-based procedure for testing any religious claim by text, context, covenant, prophetic outcome, and burden of proof.»
