Ponte probatorio

Il Messia può essere Dio se il modello messianico della Torah è un re davidico umano che serve Hashem?

Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le affermazioni determinanti della Torah e dei Profeti sul ruolo di Hashem e il modello davidico umano.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

I testi messianici predominanti distinguono Hashem dal sovrano davidico: il re discende da Iesse e Davide, riceve lo spirito di Dio, osserva la legge di Dio e serve sotto Dio. Un linguaggio elevato non cancella questa categoria determinante.

  • Verificato: il re della Torah è un israelita umano sottoposto alla Torah.
  • Verificato: i Profeti descrivono il futuro sovrano davidico come discendente, servo, destinatario dello spirito di Hashem e re sotto Hashem.
  • Verificato: alcuni passi del Tanakh usano un linguaggio fortemente elevato che i cristiani leggono in senso messianico.
  • Possibile: i cristiani possono costruire da quei testi difficili un successivo argomento cumulativo per un Messia divino.
  • Contraddetto dalla categoria davidica determinante: identificare il servo davidico con Hashem senza un’autorizzazione esplicita capace di superare la ripetuta distinzione fra Dio e re.
  • Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina?

La domanda che resta aperta

Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina?

Perché questo libro è il passo successivo

The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood esamina precisamente la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood»