Ponte probatorio
Paolo credeva davvero a tutto ciò che è scritto nella Legge e nei Profeti, oppure era soltanto un discorso per acquistare credibilità?
Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le descrizioni della Torah su comandamento, durata dell’alleanza, obbedienza e giustizia.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Atti 24:14 presenta Paolo mentre dichiara piena fedeltà alla Legge e ai Profeti. Non possiamo leggergli nella mente, ma possiamo confrontare l’affermazione con le posizioni teologiche attribuitegli altrove.
- Verificato: Atti 24:14 presenta Paolo mentre afferma di credere a tutto ciò che è scritto nella Legge e nei Profeti.
- Non verificabile: la sincerità interiore di Paolo non può essere dimostrata da questa frase.
- Domanda verificabile: la teologia più ampia di Paolo conserva il senso di Mosè e dei Profeti?
- Verdetto che dà priorità alla Torah: non accusare le intenzioni quando basta il confronto testuale.
La domanda che resta aperta
Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: il passaggio dalla teologia alla politica negli Atti e la giustificazione delle rotture con le categorie della Torah?
Perché questo libro è il passo successivo
THE BOOK OF ACTS VS. THE HEBREW BIBLE esamina precisamente il passaggio dalla teologia alla politica negli Atti e la giustificazione delle rotture con le categorie della Torah, mantenendo lo stesso onere della prova.
Per l’esame completo, apri la pagina del libro «THE BOOK OF ACTS VS. THE HEBREW BIBLE»
