Ponte probatorio

Se proskuneō prova che Gesù è Dio, perché lo stesso tipo di prostrazione viene usato davanti a re e superiori umani?

L’obiettivo è stabilire esattamente dove termina la prova lessicale, affinché una teologia successiva non attribuisca al solo verbo una certezza che esso non può fornire.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

Il verbo greco proskuneō non è un rilevatore di divinità. Nella Bibbia greca può rendere l’ebraico hishtachavah per la prostrazione davanti a Dio, ai re e a superiori umani. Il contesto può trasformare un atto in culto, ma il verbo da solo non può provare che Gesù è Dio.

  • Verificato: proskuneō può indicare il culto reso a Dio.
  • Verificato: lo stesso verbo viene usato anche per prostrazione o omaggio davanti a esseri umani.
  • Possibile: specifici contesti del Nuovo Testamento possono intendere un culto divino.
  • Contraddetto come regola lessicale: «proskuneō rivolto a Gesù prova che Gesù è Dio».

La domanda che resta aperta

La tesi più ampia resiste allo stesso esame quando l’intero campo semantico di hishtachavah e proskuneō e il distinto vocabolario del servizio sacro restano decisivi?

Perché questo libro è il passo successivo

Hebrew Words, Greek Religion: The Greek Testament Under Torah's Court esamina precisamente dove categorie religiose greche rimodellano concetti della Bibbia ebraica e dove un termine viene caricato di più di quanto il suo campo lessicale consenta.

Per l’esame completo del linguaggio ebraico e greco del culto e dell’omaggio, prosegui con Hebrew Words, Greek Religion: The Greek Testament Under Torah's Court.