Ponte probatorio
Se nel Tanakh il pentimento purifica già dal peccato, quale problema richiedeva di sostituirlo con la fede in un Messia morente?
Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le affermazioni determinanti della Torah e dei Profeti sul ruolo di Hashem e il modello davidico umano.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Il Tanakh mostra ripetutamente peccatori che ritornano a Hashem mediante pentimento, confessione, preghiera, restituzione e rinnovata obbedienza. Il sacrificio è reale, ma il testo non rende la fede in un futuro Messia morente la condizione universale che dà efficacia al pentimento.
- Verificato: il Tanakh presenta pentimento, confessione, condotta cambiata, preghiera e misericordia di Dio come mezzi autentici mediante i quali i peccatori ritornano.
- Verificato: la Torah contiene anche categorie di espiazione sacrificale comandate da Dio.
- Non supportato dai testi citati del Tanakh: il pentimento sarebbe inefficace se non segretamente reso efficace da un futuro Messia morente.
- Non sostenuto: sostituire l’appello profetico «ritornate a Hashem» con il diverso requisito «credete nella morte di Gesù» senza prima provare tale trasferimento dal Tanakh.
La domanda che resta aperta
Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: l’esame dei testi-prova cristiani, l’abbandono dell’autorità ecclesiastica e il ritorno all’unico Dio?
Perché questo libro è il passo successivo
DETOX FROM CHRISTIANITY esamina precisamente l’esame dei testi-prova cristiani, l’abbandono dell’autorità ecclesiastica e il ritorno all’unico Dio, mantenendo lo stesso onere della prova.
Per l’esame completo, apri la pagina del libro «DETOX FROM CHRISTIANITY»
