Ponte probatorio
Geremia 23:6, «YHWH nostra giustizia»: YHWH in senso letterale o nome regale teoforico?
La pagina offre un verdetto delimitato usando i passi decisivi del Tanakh, la premessa cristiana precisa, il contesto dell’alleanza e l’onere della prova per ogni dottrina aggiunta.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Geremia 23:6 attribuisce al germoglio davidico il nome o titolo «YHWH nostra giustizia». Geremia 33:16 applica la stessa formula a Gerusalemme. Il parallelismo rende quel nome una prova debole che il re sia letteralmente YHWH; funziona naturalmente come dichiarazione teoforica di Hashem quale fonte della giustizia.
- Verificato: Geremia 23:6 collega «YHWH nostra giustizia» al germoglio davidico.
- Verificato: Geremia 33:16 collega la stessa formula a Gerusalemme.
- Verificato: portare un nome che contiene o proclama YHWH non stabilisce da solo un’ontologia divina.
- Possibile nella teologia cristiana: il titolo regale partecipa a un argomento più ampio per un Messia divino.
- Non sostenuto dal solo nome: «Il Messia è letteralmente YHWH perché Geremia lo chiama YHWH nostra giustizia».
La domanda che resta aperta
Il medesimo metodo produce lo stesso risultato per la più ampia dottrina trinitaria quando i passi decisivi del Tanakh, la precisa premessa cristiana e il contesto dell’alleanza controllano l’esame?
Perché questo libro è il passo successivo
The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood amplia questo singolo nome teoforico alla domanda complessiva se la dottrina trinitaria sia coerente con il Sinai e la semplicità divina.
Per l’esame completo dei titoli divini e della dottrina trinitaria, prosegui con The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood.
