Ponte probatorio
Questa affermazione resiste a una lettura che parte dalla Torah: Mosè non parlò di Gesù nella Pasqua; lo fece il cristianesimo?
La pagina delimita ciò che Mosè dice della Pasqua, ciò che una tipologia cristiana successiva può fare e ciò che essa non autorizza, mantenendo decisivi il racconto originario, il suo scopo dichiarato e ogni segnale di riferimento futuro.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Esodo 12 definisce la Pasqua come liberazione dall’Egitto: il sangue contrassegna le case israelite durante la piaga e il pasto diventa un memoriale. Testi cristiani successivi applicano a Gesù l’immagine pasquale. La tipologia può essere discussa onestamente soltanto dopo aver ammesso che Mosè non fece tale identificazione.
- Verificato: la Pasqua riguarda la liberazione storica di Israele dall’Egitto.
- Verificato: testi cristiani successivi applicano a Gesù l’immagine pasquale.
- Possibile: i parallelismi possono funzionare come tipologia cristiana.
- Non sostenuto: Mosè insegnò a Israele che l’agnello pasquale era Gesù o che Esodo 12 prediceva una crocifissione divino-umana.
La domanda che resta aperta
Che cosa resta difendibile degli indizi, tipi, ombre, parallelismi, codici e testi-prova cristiani quando il racconto originario, il suo scopo dichiarato e ogni segnale testuale di riferimento futuro controllano l’esame?
Perché questo libro è il passo successivo
666 Shadows of Jesus? continua precisamente lo stesso esame dei tipi e delle ombre cristiani secondo le regole della Torah, senza trasformare l’applicazione successiva nel significato di Mosè.
Per l’esame più ampio delle tipologie pasquali e di altri presunti riferimenti a Gesù, prosegui con 666 Shadows of Jesus?.
