Ponte probatorio

Che cosa stabilisce la prova decisiva del Tanakh su questa affermazione: nel Salmo 51 Dio non gradisce il sacrificio; come si concilia ciò con il sistema della Torah?

La domanda va spiegata mediante Geremia 31, le regole della Torah su sacerdozio ed espiazione, le parti nominate dell’alleanza e i passaggi interpretativi di Ebrei.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

Il Salmo 51 dice che Dio non gradisce il sacrificio nella condizione presente del parlante, ma termina prevedendo sacrifici giusti e olocausti in una Sion restaurata. Davide non contraddice la Torah; subordina il rito al pentimento e all’integrità.

  • Verificato: il Salmo 51 dà priorità alla contrizione e al pentimento rispetto a una pratica sacrificale vuota.
  • Verificato: il Salmo non presenta il rito come sostituto del ritorno morale.
  • Verificato: i versetti conclusivi prevedono sacrifici giusti e tori sull’altare.
  • Non sostenuto: «Il Salmo 51 prova che Dio non ha mai voluto sacrifici».
  • Parimenti non sostenuto: «Il Salmo 51 predice un sacrificio umano definitivo che sostituisce il culto del Tempio».

La domanda che resta aperta

Che cosa resta dell’argomento più ampio sull’alleanza migliore, sacerdozio e espiazione quando Geremia 31, le regole della Torah e le parti nominate dell’alleanza restano decisive?

Perché questo libro è il passo successivo

THE EPISTLE TO THE HEBREWS VS. THE HEBREW BIBLE amplia la domanda dal rapporto fra pentimento e rito nel Salmo 51 all’intero argomento di Ebrei su sacrificio, sacerdozio e alleanza.

Per l’esame completo del Salmo 51 e dell’argomento sacrificale di Ebrei, prosegui con THE EPISTLE TO THE HEBREWS VS. THE HEBREW BIBLE.