Ponte probatorio
«Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento» (Luca 5:32). «O disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la bontà di Dio ti conduce al ravvedimento?»
L’obiettivo è vedere esattamente dove terminano le prove riguardo a «“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento” (Luca 5:32). “O disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la bontà di Dio ti conduce al ravvedimento?”», affinché una teologia successiva non tragga da una fonte una certezza che essa non ha mai fornito.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
Se Dio chiama gli esseri umani al ravvedimento, perché Paolo ha bisogno di un altro meccanismo di giustizia e salvezza? Non è un espediente retorico.
- Verificato: il Tanakh promette ripetutamente vita e perdono a chi si allontana sinceramente dal male.
- Verificato: anche Paolo insegna il ravvedimento.
- Affermazione cristiana: l’opera espiatoria di Cristo è il fondamento giuridico ultimo che rende possibile il perdono divino.
- Verdetto che dà priorità alla Torah: questo fondamento nascosto non è fornito dai testi sul ravvedimento stessi e deve essere dimostrato altrove.
La domanda che resta aperta
Dopo aver chiarito «“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento” (Luca 5:32). “O disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la bontà di Dio ti conduce al ravvedimento?”», lo stesso esito regge quando l’esame si estende alla Lettera ai Romani esaminata secondo le categorie stabili e i termini giuridici della Torah? Il controllo decisivo rimane: il passo della Torah o dei profeti invocato da Paolo e la sua funzione giuridica o relativa all’alleanza nel contesto originario.
Perché questo libro è il passo successivo
Questo libro è il passo successivo non per una semplice affinità tematica. La questione lasciata aperta da «“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento” (Luca 5:32). “O disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la bontà di Dio ti conduce al ravvedimento?”» conduce direttamente a un campo probatorio più ampio: la Lettera ai Romani esaminata secondo le categorie stabili e i termini giuridici della Torah. THE BOOK OF ROMANS VS. THE HEBREW BIBLE: How the New Testament Rewrites the Tanakh - A Line-by-line Investigation esamina quel campo senza modificare l’onere della prova applicabile alla domanda iniziale.

Per proseguire l’esame più ampio dopo «“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento” (Luca 5:32). “O disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la bontà di Dio ti conduce al ravvedimento?”», THE BOOK OF ROMANS VS. THE HEBREW BIBLE: How the New Testament Rewrites the Tanakh - A Line-by-line Investigation è la fonte successiva appropriata. Il libro offre un’analisi approfondita del seguente campo: la Lettera ai Romani esaminata secondo le categorie stabili e i termini giuridici della Torah.
