Ponte probatorio

Questa affermazione resiste a una lettura che parte dalla Torah? Mostrami un solo testo chiaro nel peshat in cui Mosè ordina a Israele di adorare il Messia come Dio. Non Giovanni. Non Paolo. Non rabbini ai quali non obbedite. Non un misticismo che non comprendete. La Torah!

Non serve risolvere ogni dottrina. Bisogna stabilire con precisione se Mosè dia davvero l’ordine richiesto, che cosa la Torah riconosca riguardo a re, profeti, sacerdoti e agenti, e quale ponte teologico resti da dimostrare.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

La Torah ordina a Israele di adorare, amare, temere e servire Hashem. Non contiene alcun chiaro comando nel peshat di adorare un futuro Messia davidico come Dio. La cristologia successiva richiede quindi un ulteriore ponte teologico; non può essere semplicemente retroproiettata su Mosè.

  • Verificato: la Torah ordina a Israele di adorare e servire Hashem.
  • Verificato: la Torah riconosce re umani, profeti, sacerdoti e agenti divini senza identificare tali uffici con Dio.
  • Non sostenuto: Mosè dà a Israele un comando nel peshat di adorare un futuro Messia come Dio.
  • Possibile soltanto mediante una teologia successiva: il culto cristiano di Gesù può essere difeso in base alla cristologia propria del Nuovo Testamento.

La domanda che resta aperta

Dopo aver risolto questa richiesta, che cosa resta difendibile della dottrina trinitaria quando la fonte ebraica, le categorie della Torah per Dio, rappresentanza e culto, il Sinai e la semplicità divina restano decisivi?

Perché questo libro è il passo successivo

The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood è il seguito più preciso perché esamina proprio se il culto trinitario sia compatibile con il Sinai e l’unità divina.

Per l’esame completo della dottrina trinitaria alla luce del Sinai, prosegui con The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood.