Ponte probatorio
Dio può pregare Se stesso?
Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le affermazioni della Torah sulla non umanità, la forma, la trascendenza e l’agenzia di Dio.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
La teologia trinitaria classica non afferma che una persona divina parli a se stessa; afferma che il Figlio incarnato prega il Padre. Questa risposta rimuove la contraddizione a livello di slogan, ma lascia la domanda più profonda della Torah: l’incarnazione e un’identità divina multipersonale sono autorizzate?
- Verificato: i Vangeli raffigurano Gesù mentre prega il Padre e Gli si sottomette.
- Verificato: il trinitarismo classico distingue Padre e Figlio come persone, quindi «Dio che prega Se stesso» è una caricatura imprecisa.
- Possibile come metafisica cristiana successiva: la preghiera può essere spiegata mediante distinzione personale e incarnazione.
- Non supportato dal solo argomento della preghiera: la Trinità sarebbe perciò confutata.
- Richiede ancora autorizzazione dalla Torah: l’affermazione più ampia che il Dio del Sinai sia multipersonale e diventi umano.
La domanda che resta aperta
Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina?
Perché questo libro è il passo successivo
The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood esamina precisamente la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina, mantenendo lo stesso onere della prova.
Per l’esame completo, apri la pagina del libro «The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood»
