Ponte probatorio
Dove insegna Mosè che il Creatore eterno sarebbe nato, sarebbe stato ucciso e sarebbe tornato in vita?
Non serve una certezza assoluta su ogni dottrina. Serve abbastanza precisione per distinguere gli schemi realmente presenti nella Torah dalla tesi successiva secondo cui Mosè avrebbe insegnato l’intera sequenza cristologica.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
La teologia cristiana può costruire schemi di nascita, morte e risurrezione mediante letture successive dei racconti della Torah, ma Mosè non afferma mai che il Creatore eterno diventerà uomo, verrà ucciso e tornerà in vita. La sequenza appartiene alla teologia successiva, non al peshat mosaico.
- Verificato: la Torah contiene schemi di sacrificio, liberazione, sostituzione, guarigione e restaurazione.
- Possibile: una teologia cristiana successiva può costruire parallelismi tipologici a partire da tali schemi.
- Non sostenuto: Mosè insegna che il Creatore eterno sarebbe nato, sarebbe stato ucciso e sarebbe tornato in vita.
La domanda che resta aperta
La più ampia dottrina dell’incarnazione e della Trinità può essere stabilita quando il racconto originario, il suo scopo dichiarato e ogni segnale testuale di riferimento futuro restano decisivi?
Perché questo libro è il passo successivo
The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood amplia la verifica dalla sequenza non espressa da Mosè alla compatibilità complessiva fra cristologia, Sinai e semplicità divina.
Per l’esame completo della cristologia alla luce del Sinai, prosegui con The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood.
