Ponte probatorio

Dove autorizza mai la Torah un Dio-uomo?

Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le affermazioni della Torah sulla non umanità, la forma, la trascendenza e l’agenzia di Dio.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

La Torah distingue ripetutamente Dio dall’uomo, fonda il Sinai su una rivelazione nella quale Israele non vide alcuna forma e dirige l’adorazione a Hashem. I cristiani possono rispondere che l’incarnazione significa che Dio assume l’umanità senza cessare di essere Dio e possono richiamare teofania e agenzia bibliche. Ma tali categorie non autorizzano da sole la successiva affermazione che un essere umano sia Dio incarnato.

  • Verificato: la Torah distingue ripetutamente Dio dall’uomo e fonda l’affidabilità divina su tale distinzione.
  • Verificato: Deuteronomio 4 sottolinea che Israele non vide alcuna forma al Sinai e mette in guardia dal corrompere l’adorazione mediante la fabbricazione di forme.
  • Verificato: il Tanakh contiene visioni, apparizioni, linguaggio antropomorfico e una potente agenzia divina.
  • Possibile nella teologia cristiana successiva: tali fenomeni possono essere organizzati in una dottrina di rivelazione progressiva culminante nell’incarnazione.
  • Non supportato dalla Torah stessa: la Torah autorizzerebbe Israele a identificare un futuro essere umano come Dio incarnato e ad adorarlo come tale.
  • Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina?

La domanda che resta aperta

Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina?

Perché questo libro è il passo successivo

The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood esamina precisamente la coerenza della dottrina trinitaria con il Sinai e la semplicità divina, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «The Trinity vs Absolute Unity: Sinai, Divine Simplicity, and the Limits of Relational Godhood»