Ponte probatorio

Perché rifiutate l’amore di Dio e vi aggrappate a una Torah che neppure Mosè riuscì a osservare?

Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le descrizioni della Torah su comandamento, durata dell’alleanza, obbedienza e giustizia.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

Deuteronomio 30 dice che il comandamento non è troppo difficile né lontano, ma abbastanza vicino da poter essere messo in pratica. Il cristianesimo confonde spesso la richiesta di obbedienza della Torah con una richiesta di perfezione senza peccato che la Torah stessa non impone mai.

  • Premessa falsa: la Torah avrebbe richiesto a Mosè o a Israele una perfezione senza peccato come condizione della vita nell’alleanza.
  • Verificato: Deuteronomio 30 dice che il comandamento è vicino e praticabile.
  • Verificato: la Torah contiene meccanismi per il peccato, il pentimento, il perdono e la restaurazione.
  • Affermazione cristiana: il peccato umano crea un problema di giustificazione più profondo, risolto soltanto in Cristo.
  • Verdetto che dà priorità alla Torah: tale affermazione deve essere provata dalla Torah; non può essere dimostrata rappresentando falsamente la Torah come impossibile.

La domanda che resta aperta

Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: le affermazioni di Paolo su legge, fede, circoncisione, Sinai, Gerusalemme e Israele?

Perché questo libro è il passo successivo

GALATIANS vs. THE HEBREW BIBLE: Paul’s War on Sinai esamina precisamente le affermazioni di Paolo su legge, fede, circoncisione, Sinai, Gerusalemme e Israele, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «GALATIANS vs. THE HEBREW BIBLE: Paul’s War on Sinai»