Ponte probatorio

Perché Paolo descrive la Torah in modo tanto diverso da Mosè?

Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le descrizioni della Torah su comandamento, durata dell’alleanza, obbedienza e giustizia.

Ciò che questo articolo ha dimostrato

Mosè definisce la Torah vicina, praticabile, saggia, giusta e fonte di vita. Paolo può parlare di maledizione, custodia, debolezza della carne e di un ruolo che termina con Cristo. Il problema non è se Paolo dica mai qualcosa di positivo sulla Torah, ma se la funzione dominante che le attribuisce corrisponda a quella di Mosè.

  • Verificato: Mosè descrive la Torah come sapienza, vita, giustizia e qualcosa di abbastanza vicino da poter essere praticato.
  • Verificato: Paolo può definire la Torah santa e buona.
  • Anch’esso accertato: Paolo riformula la funzione pattizia della Torah intorno a Cristo e a una nuova struttura di giustificazione.
  • Affermazione cristiana: questo è adempimento, non contraddizione.
  • Verdetto che dà priorità alla Torah: si mostri allora la continuità con Mosè. Non si presuma l’interpretazione di Paolo solo perché Paolo la definisce il significato più profondo.

La domanda che resta aperta

Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: le affermazioni di Paolo su legge, fede, circoncisione, Sinai, Gerusalemme e Israele?

Perché questo libro è il passo successivo

GALATIANS vs. THE HEBREW BIBLE: Paul’s War on Sinai esamina precisamente le affermazioni di Paolo su legge, fede, circoncisione, Sinai, Gerusalemme e Israele, mantenendo lo stesso onere della prova.

Per l’esame completo, apri la pagina del libro «GALATIANS vs. THE HEBREW BIBLE: Paul’s War on Sinai»