Ponte probatorio
Questa affermazione resiste a una lettura che dà priorità alla Torah: ecco perché non dovreste affidarvi ai fondatori della vostra Chiesa, ai sacerdoti, ai pastori o ai ministri, per non parlare del cosiddetto apostolo Paolo e di Gesù stesso?
Il lettore riceve un verdetto circoscritto su ciò che la domanda stabilisce, ciò che rimane possibile e ciò che non autorizza. L’esame adotta come criteri: le descrizioni della Torah su comandamento, durata dell’alleanza, obbedienza e giustizia.
Ciò che questo articolo ha dimostrato
La Torah non dice a Israele di fidarsi di un’autorità religiosa perché è sicura di sé, carismatica, istituzionale, miracolosa o antica. Fornisce criteri anteriori. Gli insegnanti successivi restano sottoposti a tali criteri, non al di sopra di essi.
- Regola della Torah: i pretendenti religiosi successivi sono esaminati mediante la rivelazione anteriore, la lealtà all’alleanza e la verità.
- Non sufficiente: titolo, carisma, miracolo, carica istituzionale, antichità o rivelazione rivendicata.
- Affermazione cristiana: Gesù e l’autorità apostolica adempiono la rivelazione anteriore.
- Verdetto che dà priorità alla Torah: allora si lasci che sia la rivelazione anteriore a compiere l’esame.
La domanda che resta aperta
Quale conclusione rimane quando l’indagine si estende al seguente ambito sotto gli stessi controlli delle fonti: le dottrine, i metodi e le rivendicazioni storiche cristiane esaminati secondo le categorie della Torah?
Perché questo libro è il passo successivo
Court Case Christianity: A Torah-Law Indictment of Doctrine, Method, and History esamina precisamente le dottrine, i metodi e le rivendicazioni storiche cristiane esaminati secondo le categorie della Torah, mantenendo lo stesso onere della prova.
Per l’esame completo, apri la pagina del libro «Court Case Christianity: A Torah-Law Indictment of Doctrine, Method, and History»
